domenica 29 agosto 2010

Fuoco fauto.

L'incandescente fuoco fauto,
Abitante dei miei pensieri,
Si alimenta della tua luce
E congela ogni disprezzo.

Arde tramontando rapdo,
Adagio rinasce più forte,
Assassina il ghiaccio in faville,
E abbatte dolce la fortezza.

Si ergono i deboli battenti,
Sanguinari e d'odio sporchi.,
Ma si lasciano sconfiggere
Dall'immenso dei sentimenti.

26.04.2010  Mia Wojcik

L'orco.

Senza che il cuore lo vedesse,
L'orco ha convertito in fiamma,
I campi Elisi e i fiori morti.

È pesante ma non esiste,
Forte barlume di speranza,
Sconfitto da quello focale.

Voci d'inverno ustionano
La mente offuscata: occhi indecenti,
E creano neri colori.

E ora?

martedì 24 agosto 2010

Sollievo.

Il cielo è fradicio d'amore,
Ci picchia, senza posa alcuna.
Soffia il ghiaccio di caldi labbra,
E sboccia il fiore dell'acqua.

Gli Inferni passati muoiono,
Nello sguardo di un pozzo serio.
Scava la più tenera carne,
E si appisola nel sollievo.

Grazie Mattia, tutto questo è per te.

05.03.2010  Mia Wojcik

La sposa.

Finalmente è rincasato il respiro,
Pelle, tra sospiri e speranze nuove,
Arde, come l'intensa luce eterna.

Lasciar sospirare il dolce respiro,
Sorridendo in viso il triste sorriso,
Dopo tentennante scottante notte,
Riposa su rosa la sposa in posa.

05.02.2010  Mia Wojcik

Ombre.

Dame assetate di oscurità,
Ci accompagnano dolcemente,
Alla vittoria futura,
Del prossimo sol levante.

Avventate, nere e perenni,
Ci avvolgono proiettandoci,
Sul suolo vuoto e sanguinante,
Della battaglia di contrasti.

Creature innoque e notturne,
Rispecchiano l'invidiabile,
Poichè codeste banali ombre,
Sono visioni di noi stessi.

13.12.2009  Mia Wojcik

Il cieco.

L'esistenza perduta delle tue
Semplici sillabe disordinate,
Aornano la tua maniacale
Frivola così assoluta ricerca
Di una perfezione inesistente.

Considerata è codesta, perdita
Inesorabile e inutile
Di tempo e a parer altruo persino
Di intelletto, poichè il risultante,
Appare solo come un perditempo,

Nella pura ricerca di sè stesso.

11.12.2009  Mia Wojcik

Indifferenza.

Assuefando l'anticamera,
Della mia esagerazione,
Ti ammiravo follemente.

Sovrastata la mia pura
Dannatissima inferiorità,
Rimango inerme alla gioia,

Sul ciglio della sofferenza.

11.12.2009  Mia Wojcik